Qual è la storia del Carnevale di Venezia?

Il Carnevale di Venezia è famoso per la sua forte identità e per la sua capacità di conservare maschere tradizionali che rimangono sempre magnifiche col passare dei secoli, ma sempre attuali grazie alla fantasia e alla creatività degli artigiani e degli appassionati.

La storia del Carnevale di Venezia è molto antica ed ha caratterizzato la vita, anche politica, della Serenissima. Possiamo ben dire che tutto il corso della storia della Repubblica è stata caratterizzata da una continua ricerca di equilibrio: tra ordine e decoro da un lato e dall’altro dalla la necessità di stemperare le tensioni sociali concedendo una valvola di sfogo all classi sociali più svantaggiate (cercando così di scongiurare malcontento e sommosse).

Ma iniziamo dall’inizio..

vivovenetia

Il carnevale di Venezia: un antichissimo rito pagano che cambia volto nel tempo

Storia Carnevale di Venezia. Giovedi Grasso

Gabriele Bella “Festa del Giovedi Grasso in Piazzetta”

Il Carnevale in Italia, ma sarebbe meglio dire nel mondo, ha un’origine talmente antica da ritrovare le sue radici nel rito del Navigium Isidis, un rito in maschera (consultare articolo sugli origini del carnevale) in uso nell’antico Egitto in onore del dio Osiride risorto grazie all’intervento della sposa Iside. Da qui,a partire dalla metà del II sec d.C il rito si è diffuso attraverso l’impero romano, in un mondo che sarebbe restato pagano ancora per poco.

Ed è proprio con l’affermarsi del Cristianesimo che la storia del Carnevale inizia ad avere la cadenza in calendario che oggi continuiamo .

L’etimologia del termine carnevale sembra risalire al latino carnem levare (ovvero togliere la carne) in riferimento al periodo della quaresima che si apre con il mercoledì delle ceneri, il giorno subito successivo al martedì grasso, il giorno di chiusura del Carnevale. Ora, non è che questa etimologia convinca proprio tutti i critici, ma vi risparmiamo il trattato filologico e proseguiamo con la storia.  

Con la caduta dell’impero romano, l’Europa inizia a differenziarsi culturalmente e da qui in poi la storia del Carnevale di Venezia comincia a differenziarsi fino ad acquisire le sfumature ed assumere le caratteristiche che oggi conosciamo.

 

Quando inizia la storia del Carnevale di Venezia?

Noi Veneziani, abili mercanti quanto burocrati, fin dal principio della nostra storia abbiamo sempre avuto la mania di annotare tutto: mania mica da poco nel medioevo!

Ma è proprio grazie ai primi veneziani grafomani che possiamo dire con certezza che già nel 1094 il Carnevale a Venezia era molto vissuto. Talmente vissuto da spingere il doge Vitale Falier a redigere un decreto dogale nel quale si stabilivano misure di sicurezza eccezionali per il periodo di festa antecedente la quaresima.

In realtà dobbiamo aspettare altri 200 anni prima che il Carnevale venga riconosciuto ufficialmente: nel 1296, infatti, il martedì grasso diventa giorno festivo a tutti gli effetti. Un giorno festivo un po’ particolare, in cui era concesso al popolo deridere le istituzioni e i patrizi. Concessione mica da poco in una Repubblica che teneva moltissimo all’ordine pubblico!

Storia Carnevale Venezia. Uso della maschera

“Il Ridotto” di Pietro Longhi, 1750 ca.

Da qui in poi la storia del Carnevale di Venezia è caratterizzata da un vero e proprio fiorire di leggi che cercavano di limitarne gli eccessi. Eccessi dovuti in particolare dalle chiassose comitive mascherate che con i loro scherzi e le loro trovate, spesso dettate dall’ebbrezza, minacciavano la tranquillità e la moralità cittadina ..il tutto protetti dall’anonimato delle maschere!

Per esempio, fra il XVI e il XVIII secolo proprio l’uso della maschera è stato via via bandito in innumerevoli occasioni: ben capite che se è stato necessario promulgare più volte una stessa legge significa che le precedenti non dovevano essere state proprio prese alla lettera!

Ma in fondo la maschera, e più in generale il travestimento, era diffuso a Venezia anche nei periodi al di fuori del Carnevale poiché permetteva attività in cui l’anonimato era importante (come per il gioco d’azzardo o per dare ai protagonisti delle imprese libertine la sicurezza di poter compiere con successo le loro missioni amorose)!

Nel Settecento il Carnevale fiorisce e raggiunge il massimo splendore: si moltiplicano le botteghe di maschere e costumi, le attrazioni di giocoleria e acrobazia, i teatri e la Commedia dell’Arte, i cui costumi restano cristallizzati nella tradizione delle maschere veneziane. È anche l’epoca dei libertini, come il rubacuori più famoso e scandaloso della storia, Giacomo Casanova!

 

Il tramonto del Carnevale a Venezia e la sua riscoperta

Storia del Carnevale di Venezia. Costumi del 700`La storia del Carnevale di Venezia subisce una brusca interruzione nel 1797, in concomitanza con la dominazione straniera. I francesi per primi decisero di vietare i festeggiamenti antecedenti la quaresima per timore che fra maschere e divertimenti popolari potessero nascondersi sovversioni ben più profonde e d’ordine politico. Stessa scelta fu adottata dagli austriaci: il Carnevale a Venezia restava un sogno offuscato che sopravviveva nei ricordi degli anziani e in qualche festicciola nelle isole minori

Lo spirito del Carnevale sembrava ormai dimenticato ma era pronto a risplendere nuovamente: nel 1979 l’impegno del Comune di Venezia, del Teatro La Fenice, La Biennale di Venezia ed altri enti turistici hanno riportato in voga quello che diventerà uno degli eventi più famosi al mondo!   Ed è proprio con questi 200 anni di stacco e spieghiamo il perché l’attuale carnevale ricalca i costumi mai completamente perduti del carnevale del XVIII secolo.

 

Le tradizioni del Carnevale di Venezia

Storia del Carnevale di Venezia dell`angelo

Volo dell`Angelo del Carnevale 2020 con Linda Pani

Il periodo del Carnevale non è un’omogenea successione di giorni di divertimento spensierato e di maschere in mostra, ma è scandito da giorni speciali con riti particolari e tradizioni culinarie originali.

Prima di lasciarvi ad altre letture, giusto due righe su alcune tradizioni secolari che ancora oggi potrete vivere:

  • volo  dell’Angelo: sembra che sia stato eseguito per la prima volta durante il Cinquecento, quando un funambolo turco raggiunse la cima del campanile camminando su una corda fissata al molo, scendendo poi in modo spettacolare. Da allora, molti acrobati hanno ripetuto l’entusiasmante volo, scendendo dal campanile verso la Loggia: la manifestazione si è arricchita di dettagli come lancio di doni alla folla e premiazione dell’artista da parte del Doge, fino all’infausta caduta dell’acrobata a metà del Settecento. L’angelo-acrobata è stato sostituito da una botte di legno fino al 2001, quando la tradizione è stata ripristinata con veri “angeli” in carne ed ossa, scelti fra personalità di spicco come atleti e cantanti, solitamente donne.
  • Festa delle Marie: Il canovaccio di questa manifestazione millenaria consiste nella scelta di dodici ragazze veneziane, povere e graziose, che celebravano le loro nozze il giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio. In questa occasione, i nobili e il doge regalavano o prestavano loro abiti sfarzosi e gioielli. Si racconta che nel 943, irrupero in chiesa dei pirati che derubarono le giovani fanciulle ma i nobili veneziani guidati dal Doge li rincorsero fino recuperare il bottino. Per commemorare l’evento, venne istituita la sfilata delle Marie per la città che ancora oggi viene continuata.

    Festa delle Marie al Carnevale di Venezia

    Festa delle Marie al Carnevale di Venezia

  • Frittelle e Galani: ecco i dolci tipici di questo periodo! Le frittelle sono palline di pasta dolce (fritte ovviamente) e spesso ripiene di crema o zabaione ma anche condite con uvetta e pinoli, e i “galani”, chiamati anche crostoli o chiacchere, una sorta di lasagna dolce che viene fritta e spolverata di zucchero a velo.

Ed ora..venite a scoprire con noi: