Colli Berici: itinerari nel gusto!

-----

Siete alla ricerca di un’ispirazione per una gita alla scoperta dei luoghi più insoliti e curiosi del Veneto?

Abbiamo quello che fa per voi: un itinerario ‘nel gusto’ nella pittoresca zona dei Monti Berici, dove unire il piacere della scoperta all'”assaggio del sapore” del territorio!

Perchè i Monti o, per meglio dire, i Colli Berici (in fondo il più alto non supera i 445 metri!)?

Perchè sono un vero e proprio giardino delle meraviglie” unico nel suo genere, disseminato di piccoli borghi, dimore storiche, eremi e magnifiche ville venete cinquecentesche!

E perchè sono facili da raggiungere e visitare, grazie a una comoda rete viaria. Inoltre, per i più sportivi, sono ideali da percorrere in bicicletta, mountain bike, a piedi o a cavallo! (Ci sono percorsi alla portata di tutti, alcuni più o meno impegnativi e molti ideali per famiglie con bambini al seguito).

E sono fantastici da percorrere in vespa!

Colli Berici: le cinque tappe imperdibili.

Ecco le cinque meraviglie che vi porteremo a scoprire con il nostro itinerario:

  • Montegalda e il Museo veneto delle campane;
  • la Valle dei Mulini;
  • la Grotta di San Bernardino;
  • le “Prigioni di Mossano“.

Degustazione prodotti tipici

Ma prima di partire, che ne dite di dare un’occhiata alle aziende che abbiamo selezionato in zona dove concedersi un piccolo (o grande) peccato di gola?

La “Distilleria F.lli Brunello” o la “Distilleria  LI.DI.A“, dove da Settembre a Novembre si possono visitare gli impianti funzionanti prima di degustare le pregiate grappe prodotte;

il “Panificio Pasticceria Righetto” dove realizzare con le proprie mani l’impasto del pane e seguire un mini corso di pasticceria prima di degustare i prodotti realizzati.

Siete intrigati, vero?

Per altre avvincenti e golosissime idee non vi resta che dare un’occhiata al nostro “Cofanetto viaggio nel gusto”!

Montegalda e il Museo veneto delle campane

Punto di partenza del nostro è il fascinoso borgo medievale di Montegalda, caratterizzato da sette colline (proprio come Roma!) e da vaste campagne tranquille, segnate da alberi secolari e querce maestose. Questi non sono altro che quello che resta della foresta che fino al ‘700 ricopriva l’intera zona.

Ma non ci sono solo alberi e campagne a Montegalda. C’è anche il particolarissimo Castello Grimani Sorlini, che da oltre 1000 anni domina il paese dall’alto di una collina, e l’elegantissima Villa Fogazzaro Roi Colbachini con il suo parco romantico ed il giardino all’italiana.villa_fogazzaro_cobalchini_vivovenetia.jpg

In questa villa dove visse lo scrittore Fogazzaro (ci era così affezionato che l’ha immortalata nel romanzo “Piccolo mondo moderno”), oggi c’è il Museo Veneto delle Campane

Un tesoro nascosto da non perdere!

Perchè?

Beh, perchè è sorprendente: la sua collezione vanta oltre 200 tipi di campane provenienti da chiese, templi e palazzi d’Italia e del Mondo (anche da Cina, India, Birmania e Thailandia!).museo_veneto_delle_campane_vivovenetia.jpg

E, facendone richiesta, si può anche assistere al carillon di campane suonate da un Maestro campanaro.

Inoltre il parco della villa è magnifico, tenuto molto bene e pieno di particolarità botaniche.

Info Pratiche:
Indirizzo:Via A. Fogazzaro, 3 – 36047 Montegalda (Vi)
Orari:da Marzo ad Ottobre: Lun 9-13; Mart-Sab: 9-13 e 15-18,30

da Novembre a Febbraio: Lun. 9-13; Mart-Sab: 9-13 e 13,30-17

Biglietto:intero: Museo 4,00; Museo+Parco 5,00; Parco 4,00

ridotto (bambini 5/12 anni e disabili) unico: 3,50

Durata visita:1/1,5 h.

La valle dei Mulinivalle_dei_mulini_due_ruote_vivovenetia.jpg

La seconda tappa del nostro percorso si trova 18 km più ad ovest, e la si raggiunge percorrendo la strada della “Riviera Berica”, che da Vicenza conduce ad Este.

Qui sorgono due bellissimi borghi dal passato che sembra preso pari pari da un libro di avventure medievali: Barbarano Mossano e Villaga.

Non si sono infatti mancare niente: cavalieri medievali, santi eremiti, grotte o meglio “covoli”, scorribande e stragi di eserciti.

Siete pronti ad andare alla scoperta di grotte ed eremi su sentieri dai nomi suggestivi, la cui bellezza fa perdere la cognizione del tempo?

Bene.

Si parte dalla chiesa di Mossano (frazione di Barbarano Mossano) e si scende verso la “Valle dei Mulini“. Dei tanti mulini che hanno dato il nome alla zona oggi ne sono rimasti solo due, uno con due spettacolari e grandi ruote.

Andata e ritorno alla grotta di San Bernardino

Percorsa la Valle, si attraversa la strada vicino alla ‘fontana de Mossan’ (la sorgente che alimenta il piccolo torrente della Valle dei Mulini) e si sale verso il limite dell’altopiano attraverso un sentiero (un pò ripido, a dire il vero) immerso nella boscaglia.

Camminando (o pedalando per chi se la sente) si passa vicino al ‘Covolo delle tette’.covolo_delle_tette

Ma cosa è un covolo?

Semplicemente la grotte-rifugio degli eremiti. 

Questo ha questo nome così malizioso, per via dei mammelloni rocciosi che penzolano dal soffitto.

Dopo tanta salita, si scende e si raggiunge una facile mulattiera che porta a la Grotta di San Bernardino.eremo_di_san_bernardino_vivovenetia.jpg

E’ un’emozione entrarvi! Pensate che qui sono state rinvenute le più antiche testimonianze preistoriche dell’uomo di Neanderthal nel vicentino! (Per non parlare delle ossa dell’orso delle caverne, una spaventosa bestia alta quasi 3 metri).

Qui, San Bernardino da Siena predicò a metà del ‘400, e qui avvenne l’episodio che ha rese tristemente celebre la grotta: l’eccidio della popolazione locale (vennero soffocati con il fumo 1.200 persone) ad opera dei Lanzichenecchi (1508). Evidentemente la santità del luogo poco valse contro la loro sete di morte.

Info Pratiche:
Percorso:accessibile senza difficoltà, anche con bambini.

Qualche tratto un pò ripido.

Durata:2 h.

Le Prigioni di Mossano.

Lungo il cammino si può ammirare anche quello che è un ambiente di roccia davvero unico nel suo genere (e uno dei più misteriosi d’Italia): le “Prigioni di Mossano“.prigioni_di_mossano_vivovenetia.jpg

Si tratterebbe di una specie di antichissimo “palazzo” costruito sfruttando alcune cavità naturali, scavate e modificate fino a ottenere stanze (fra cui una singolare loggia a cinque pilastri), scale, porte e finestre.

Perchè “prigioni”?

Forse perchè furono usate come posto di guardia per i possedimenti del vescovo di Vicenza, e talvolta usate per rinchiudervi i “contrabbandieri” pescati con le mani nel sacco.

Andata e ritorno all’Eremo di San Donato

I “covoli” vi hanno stregato e volete visitarne ancora?

Ottimo.

Stavolta si parte dalla piazzetta antistante la chiesa parrocchiale di Villaga e ci si dirige verso il fondo della valletta dove si imbocca il sentiero n. 72. E’ abbastanza ripido ma fattibile.commenda_di_san_silvestro_mossano_vivovenetia.jpg

Termina nei pressi della “Commenda di San Silvestro”, una bellissima villa antica, anzi quasi un piccolo castello, che, a quanto pare, in epoca medievale apparteneva nientemeno che ai Cavalieri Templari!

Da qui si imbocca il sentiero (attenzione: ha tratti di salita sostenuta!) sulla destra che sale nel bosco fino ad una radura dove si comincia a vedere l’Eremo di San Donato.eremo_di_san_donato_villaga_vivovenetia.jpg

Ancora un pò di salita e si raggiunge al sagrato dell’omonima chiesetta.

Il luogo è davvero affascinante: a fianco della chiesetta, ci sono, infatti, le tracce dell’antico eremo ricavato dalle ampie cavità naturali della parete rocciosa e con due grossi buchi per ingresso. Ancora più affascinante è il fatto che dopo aver ospitato un eremita, nel tempo, è stato anche un monastero di monache, un’abitazione privata e una caserma!

Info Pratiche:
Percorso:accessibile con tratti di salita sostenuta.
Durata:1,5 h.

 

Un ultimo consiglio di viaggio?

Percorrere entrambi i sentieri in due giorni scegliendo la nostre proposte weekend nelle vicinanze!

E per finire qualche curiosità sul nostro itinerario “nel gusto” dei Colli Berici: 

  • i Colli Berici possono anche essere sorvolati in deltaplano?
  • esiste la Strada dei Vini dei Colli Berici? Collega fra di loro le aree dove si producono 4 grandi vini rossi locali: Tai Rosso, Cabernet, Merlot, Carmenere.  Vini che si esprimono al meglio se assaporati in abbinamento ai prodotti della tradizione locale (come la Soppressa Vicentina DOP o il Prosciutto veneto Berico-Euganeo DOP);
  • la “Distilleria F.lli Brunello” e la “Distilleria LI.DI.A” sono due delle (sole) 120 distillerie ancora in funzione in Italia che realizzano i loro prodotti con un impianto interamente in rame? E che le loro grappe sono uniche perchè prodotte con un metodo di distillazione discontinuo a vapore e usando vinacce fresche di vitigni autoctoni e tipici?
  • Montegalda è famoso per la leggenda dei suoi “Cavalieri”? Durante l’Alto Medievo la rivalità con Padova sarebbe stata così acerrima che  tutti i primogeniti maschi venivano nominati Cavalieri perché potessero difendere il borgo!
  • il Comune di Montegalda fa parte del “Museo diffuso del Fogazzaro” che ricomprende altri luoghi fogazzariani quali Valsolda (Co), Praglia e Frassanelle (Pd), Velo d’Astico (Vi), Tonezza del Cimone (Vi), Caldogno (Vi), Vicenza, Jenne e Subiaco (Roma), Bruges (B) ed Eichstätt (D)? E che partendo da Villa Gualdo di Montegalda ci sono ben due itinerari a piedi dedicati allo scrittore? Il sentiero fogazzariano che raggiunge la Chiesa di San Marco e poi la Villa Fogazzaro-Roi-Colbachini, ed il “Cammino Fogazzaro-Roi” che raggiunge Tonezza del Cimone.
  • il Museo veneto delle campane è sorto a coronamento degli oltre 250 anni di attività della Fonderia Colbachini insignita anche del titolo di Fonderia Pontificia? 

 

Questi itinerari del gusto sono nati per promuovere le degustazioni presso artigiani della Confartigianato.

confartigianato