Il Mercato di Rialto visto dai suoi Protagonisti

Il Mercato di Rialto è uno dei luoghi di interesse di Venezia che amiamo particolarmente. Da canto mio sicuramente perché ho vissuto per anni a due passi ed andare a farci la spesa, soprattutto per il pesce fresco, era una vera goduria! Li si respira ancora la vera atmosfera popolare veneziana. Rappresentava il cuore pulsante della Serenisisma: e si per una città di mare commerciante, il mercato era un luogo strategico! Oggi, anche se la folla di cittadini non è più come prima (ci sono sempre meno veneziani), il mercato è molto frequentato dai locali.

In questo post, non vi presenteremo la storia del Mercato di Rialto bensi un’intervista a due dei suoi protagonisti.

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Mercato di Rialto – è un posto tipico veneziano

Mercato Rialto. VeneziaA due passi dal Canal Grande e dal famoso Ponte di Rialto, il mercato è facilmente raggiungibile in vaporetto con l’apposita fermata “Rialto Mercato“. Il mercato è chiuso la domenica ed il lunedi. A qualsiasi ora, potrete trovare un paio di bancarelle aperte se avete bisogno. Ma non sono quelle più di qualità…

Noi Veneziani, ci andiamo di rado.  La zona del mercato è anche molto frequentata all’ora del aperitivo, campo San Giacometo (uno dei piu` antichi di Venezia) è pieno di giovani con spritz in mano!

Di buona mattina siamo andati a curiosare dietro le quinte del Mercato di Rialto, prima che fiumi di gente vi si riversasse per fare i propri acquisti. Abbiamo parlato con Filippo, commerciante di pesce e Giuseppe, venditore di ortofrutta,per capire qual è il lavoro di chi da vita ad un mercato come quello di Venezia.

 

Filippo ed il Mercato del Pesce

Banco di pesce. Mercato di Rialto

Banchetto di Pesce, photocredit Gian Battista Piras

Sono le 8:00 di mattina e Filippo, un commerciante di pesce di Burano, ha deciso di raccontarci dal suo, faticoso, punto di vista quello che è il Mercato di Rialto.
Suo nonno iniziò a fare questo mestiere nel 1957, così lo continuò suo padre, e quasi sessant’anni dopo, è lui a continuare questa attività.
Ci racconta che all’epoca suo nonno lavorava come pescatore, le sue giornate erano massacranti e si concludevano proprio dove ci troviamo ora: a Rialto. Un tempo la Pescarìa era divisa in due parti: quella più vicina al canale era dedicata alla vendita del pescato all’ingrosso, mentre quella più distante era dedicata alla vendita al minuto, principalmente ai cittadini, che sessant’anni fa erano quasi il triplo degli attuali sessanta mila. Oggi invece il mercato è tutto al minuto, ma ostarìe e ristoranti continuano a rifornirsi quotidianamente, così come cittadini e turisti.

La giornata di un commerciante del Mercato di Rialto

Filippo continua dicendoci che non sono più i pescatori a portare il pesce direttamente al mercato, bensì i commercianti come lui ed il suo gruppo, i quali si alzano al mattino presto, verso le tre, per comprare il pesce (all’ingrosso) a Tronchetto, tornando poi verso Rialto per l’allestimento del banco. La giornata di un commerciante si conclude verso l’ora di pranzo, quando la quasi totalità del pescato è stata venduta e il banco può essere smantellato.

 

Giuseppe e l’Erbarìa del Mercato di Rialto

Banco di ortofrutta. Mercato di Rialto

Banchetto ortofrutticolo, photocredit JCCP

Spostandoci di qualche passo, eccoci immersi nelle bancarelle ortofrutticole cariche dei colori della frutta e dal profumo delle verdure di stagione nell’erbaria di Venezia; ci avviciniamo ad una bancarella ed incontriamo Giuseppe. Ci racconta che suo padre viene al mercato di Rialto da ormai quarant’anni e che lui ha potuto assistere a come è cambiata la situazione nel corso degli anni. In passato il mercato dell’ortofrutta, così come quello del pesce, si teneva tutti i giorni poiché la domanda al Mercato di Rialto era maggiore rispetto ad oggi.

Secondo lui, al giorno d’oggi, sono i ritmi del lavoro a complicare le cose; sempre più veneziani sono costretti ad uscire dalla città per cause lavorative e spesso i supermercati vengono preferiti per questione di tempo e comodità.
Giuseppe ci svela, infatti, che il giorno più produttivo è proprio il sabato, perché le persone, non lavorando, hanno modo di recarsi al mercato per fare gli acquisti della frutta e della verdura; ci parla poi dei gusti dei loro clienti e dice che solitamente i turisti prendono frutta da mangiare on the go, come spuntino, mentre i veneziani fanno spese più consistente strizzando sempre l’occhio sul prezzo.

Anche la sveglia di Giuseppe e suo padre suona piuttosto presto, verso le 4:30 della mattina, per poi recarsi al mercato all’ingrosso ortofrutticolo e ritornare a Venezia per disporre la propria merce per la vendita al pubblico. Salutiamo Giuseppe e lo lasciamo al suo lavoro, ringraziandolo per il tempo dedicatoci.

I luoghi vivono grazie alle persone che lo compongono e ne fanno parte. Queste sono realtà che per essere ben comprese necessitano di essere raccontate dagli stessi protagonisti, ma soprattutto essere viste attraverso gli occhi di questi ultimi.

 

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