Cosa vedere a Castelfranco Veneto

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Sorta alla fine del XII sec. come avamposto di Treviso, Castelfranco Veneto è diventata ben presto un importante polo commerciale e, nel corso della sua quasi millenaria storia, ha saputo arricchirsi di pregevoli testimonianze artistiche.

Conosciuta per la scenografica cornice delle sue mura rosse, oggi è una piacevolissima città d’arte dove è possibile ammirare grandi capolavori, passeggiare lungo le vie del centro tra palazzi affrescati e respirare la frizzante atmosfera dei numerosi negozi e locali, da sempre crocevia di scambi e di incontri.

Numerose testimonianze artistiche, storiche e culturali impreziosiscono tutto il territorio circostante. Varie le proposte legate alla ricca tradizione enogastronomica locale o per dedicarsi ad una piacevole escursione su percorsi immersi nel verde.

Ecco i nostri consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio a Castelfranco Veneto.

In questa pagina parliamo di:

  • Come… cosa… dove… da chi … qualche suggerimento ed indirizzo utile per organizzare al meglio le proprie giornate a Castelfranco veneto e in questa parte di Marca Trevigiana
  • Oggi in primo piano: ti segnaliamo 2 appuntamenti da non perdere in programma a Castelfranco Veneto e nei dintorni
  • Una passeggiata nel centro storico di Castelfranco Veneto: 8 cose da vedere
  • Nei dintorni di Castelfranco Veneto: 6 cose da vedere e 2 suggerimenti di itinerario

cosa… come… dove… da chi… tutti i consigli utili per vivere al meglio il tuo viaggio a Castelfranco Veneto e nei dintorni

Fare


4

esperienze a cui partecipare

Mangiare


5

indirizzi per una sosta gustosa

Dormire


6

strutture per il proprio relax

Weekend


4

ispirazioni per il proprio viaggio


Oggi… in primo piano gli eventi più importanti da non perdere a Castelfranco Veneto

Clorofilla il respiro dei boschi. Un film sulla biodiversità delle dolomiti e su Vaia

a Treviso – dal 15 marzo al 15 giugno

Ink Stories di Reka Nyari mostra fotografica di 15 opere parte di un progetto di ritrattatistica

a Castelfranco Veneto – dal 15 marzo al 15 giugno


8 cose da vedere in una passeggiata nel centro storico di Castelfranco Veneto

1 – Teatro

2 – duomo

3 – piazza

4 – chiesa

5 – chiesa

6 – chiesa

7 – chiesa

8 – chiesa


Centro storico di Castelfranco Veneto

Una passeggiata nel centro storico

Castelfranco Veneto è una città a misura d’uomo, o meglio a misura di passeggiata; sono numerosi i siti di interesse architettonico e artistico che si scoprono camminando nel centro o nei quartieri storici a ridosso delle mura. Se si entra dalla Porta dei Beghi, a nord, si incontra subito  il Teatro Accademico, edificio progettato nel 1746 dall’architetto Francesco Maria Preti e terminato nel 1778. Autore del progetto anche del Duomo della città, il Preti ha importato in questa costruzione l’applicazione delle sue teorie innovative, come la media armonica proporzionale. Il Teatro, che vanta un’acustica ottimale ed è considerato uno dei teatri più belli d’Italia, sorse con una duplice funzione; luogo di incontro e di studio diurno per gli Accademici e teatro notturno per le rappresentazioni teatrali.

Centro storico di Castelfranco Veneto

Altri siti di interesse architettonico sono il palazzo del Monte di Pietà, trasferito nell’attuale edificio all’inizio dell’Ottocento e operante fino agli inizi del ‘900, oggi  sede della Biblioteca Comunale e al cui interno sono esposti antichi dipinti della collezione museale civica; il palazzo del Conservatorio Steffani e Casa Costanzo, la casa della famiglia di Tuzio Costanzo, committente della Pala del Giorgione. Questi edifici non sono comunque le uniche testimonianze della ricchezza artistica locale;  tutto il centro storico con il suo susseguirsi di piccole piazze e strette vie, sembra voglia raccontare il suo passato ricco di storia.

Piazza Giorgione

Fuori le mura, a nord, si apre la grande e scenografica Piazza Giorgione; la sua ampiezza è considerata una caratteristica  inconsueta per una piazza di orgine medioevale. Già Piazza del Mercato ospita la Loggia dei Grani (o Paveion), dove avvenivano le contrattazioni commerciali, ed i palazzi delle antiche casate nobiliari;  la schiera di eleganti palazzi affrescati prosegue verso est lungo Corso XXIX Aprile, alle spalle del quale si trova il quartiere di Bastia Vecchia, uno dei più vecchi della città, sorto nel Trecento, anche in veste difensiva nei confronti della Porta di Treviso. Qui si trovano la Chiesa di San Giacomo Apostolo del XVII secolo e il cosidetto Palazzetto Preti. Se volete apprezzare pienamente la ricchezza storica ed artistica della città il consiglio è di rivolgersi ad una guida locale.

Il duomo di Castelfranco Veneto

Intitolato a S.Maria Assunta e a San Liberale, sorge sul luogo di una preesistente chiesa romanica. Bellissimo esempio delle innovative teorie dell’architetto Francesco Maria Preti, al suo interno conserva diverse opere d’arte; su tutte la stupenda e famosissima Pala del Giorgione, la Madonna con il Bambino tra San Francesco e San Nicasio, e una preziosa quadreria presso la Sagrestia in cui spiccano sette preziosi frammenti degli affreschi realizzati dal Veronese per Villa Soranza e qui trasferiti a causa della demolizione dell’edificio.

La sua costruzione comportò la demolizione di un tratto della cinta muraria e l’apertura del varco da cui oggi si può accedere ai giardini. Il progetto del Duomo, del 1723, si deve a Francesco Maria Preti, rivoluzionario architetto natio della città ed é un bellissimo esempio di applicazione delle sue innovative teorie; su tutte l’utilizzo della media armonica proporzionale. La struttura si ispira alla palladiana Chiesa del Redentore e alla Chiesa dei Gesuati che si trovano a Venezia. La struttura, in stile neoclassico, presenta un’unica navata, con pianta a croce latina e conta la presenza di  una cupola posta all’intersezione col transetto. I lavori di costruzione terminarono nel 1748 mentre l’attuale facciata fu realizzata verso la fine del XIX secolo su un progetto di Pio Finazzi.

L’opera più importante del Duomo è la famosa Pala della Madonna con il Bambino tra San Francesco e San Nicasio, realizzata dal Giorgione su commissione del nobile Tuzio Costanzo inizialmente per onorare la propria casata  e successivamente per commemorare la morte in battaglia del figlio Matteo. È situata presso la Cappella Costanzo, spazio che il nobile aveva acquistato all’interno della chiesa preesistente all’attuale edificio.

L’opera raffigura la Madonna con il Bambino seduta su un trono appoggiato  su un basamento che a sua volte poggia su un sarcofago in porfido recante lo stemma della casata nobiliare. Dietro il basamento una spalliera rossa sembra separare lo spazio interno da quello esterno; grazie alla posizione della Madonna, assisa sul trono sopra la spalliera, il paesaggio, che richiama il periodo di guerre dell’epoca, riesce a entrare all’interno dello spazio pavimentato pervadendolo interamente con i suoi colori.


Il castello di Castelfranco Veneto

Castelfranco Veneto, città murata per definizione, si trova all’incrocio di importanti strade romane, la via Aurelia e la via Postumia. Venne costruita dai trevigiani alla fine del XII secolo, su un precedente avvalamento romano, come avamposto nelle guerre fra i Comuni dell’epoca.

Conservatosi quasi integralmente, il “Castello”, l’imponente sistema difensivo dai caratteristici mattoni rossi, è oggi il simbolo della città. La cinta muraria si sviluppa lungo una pianta quadrata che conta la presenza di quattro torri angolari e due torri mediane, di cui una, la Torre Civica (2) è posizionata in prossimità della Porta di Treviso, detta anche “Porta franca”, e si caratterizza per il Leone di San Marco che sormonta un grande orologio. L’altra porta è chiamata “di Cittadella” e si trova sul lato ovest.

Statua Giorgione Castelfranco Veneto

A nord, affacciato su Piazza Giorgione è presente il terzo accesso che era inizialmente un accesso pedonale. Oggi esiste anche un quarto varco sul lato sud, con accesso ai giardini, che è stato creato con la demolizione di un tratto della cinta muraria in occasione della costruzione dell’attuale Duomo.

La cinta muraria, priva di fondazione, alta circa 17 metri e lunga circa 230 metri per lato, è attorniata da un ampio fossato in cui sono state fatte confluire le acque del Musonello. Ancora oggi è possibile vedere alcuni tratti dove si è ben conservato il camminamento di ronda.

Oltre che dal fossato, la cinta muraria è attorniata da un Passeggio intitolato a Dante ed ornato di statue, realizzato nella secondà metà del 1800. Davanti alla torre nell’angolo nord-est, posizionata sopra una sorta di isolotto, fa bella mostra di sè la statua che nel 1878 la città dedicò al suo figlio più illustre: il Giorgione.


4 cose da vedere e 3 suggerimenti di viaggio nei dintorni di Castelfranco Veneto

1 – Villa e Parco Bolasco a Castelfranco Veneto

2 – Villa Emo a Fanzolo di Vendelago

3 – Tomba Brion ad Altivole

4 – Casa natale e Museo di San Pio X a Riese Pio X

5 – Il sentiero degli Ezzelini

6 – Radicchio variegato di Castelfranco

7 – Asparago di Badoere

Villa e Parco Bolasco

Uno dei giardini romantici o all’inglese più belli d’Italia, situato a poche centinaia di metri dalle mura di Castelfranco. Al momento chiuso per restauro, Parco Bolasco, giardino dell’omonima villa, si estende su una superficie di oltre sette ettari in cui coesistono gli elementi della natura ed alcune pregevoli opere architettoniche. Vanta la presenza di mille esemplari arborei di 65 specie diverse.

Il parco consiste in un bellissimo giardino romantico in cui coesistono armoniosamente gli elementi della natura ed alcune pregevoli opere architettoniche, quali la serra ispano-moresca, la torre colombera, recuperata dal precedente parco, e la cavana. Si susseguono alberi, collinette artificiali, specchi d’acqua che riflettono i colori della natura e sottolinenano il cambio delle stagioni, piccoli ponticelli, prati e macchie di sottobosco; numerosi gli alberi oramai secolari.

Il luogo più suggestivo dell’intero parco resta comunque la bellissima arena cavallerizza, un maneggio ornato da due statue equestri che introducono le decine di statue che già ornavano il precedente giardino.

Villa Emo

A Fanzolo di Vedelago, la palladiana Villa Emo rappresenta un chiaro esempio di come una splendida opera archittetonica possa al contempo perfettamente interpretare e soddisfare le necessità di un’azienda rurale che deve aprirsi al territorio circostante, organizzandone e scandendone i tempi  del lavoro, ed ispirandone la cultura ed il costume.

Eretta nel 1558 è una splendida opera archittetonica che interpreta e soddisfa perfettamente le necessità di un’azienda rurale del tempo che deve aprirsi al territorio circostante, organizzandone e scandendone i ritmi del lavoro, ed al contempo ispirarne la cultura ed il costume. Grazie alla sua semplicità compositiva, viene  richiamata quale esempio dei canoni dei lavori del Palladio.

Si ispira ai semplici edifici romani e fa dell’equilibrio uno dei suoi tratti caratteristici: l’armonica alternanza di volumi su cui si basa la sequenza villa – barchesse – colombere ne è un chiaro esempio. Tutto l’edificio richiama sempre i principi armonici, il corpo centrale non si stacca in altezza dal resto degli edifici e si raccorda in maniera naturale alle barchesse.

Tomba Brion

Presso il cimitero di San Vito di Altivole si trova la Tomba Brion, uno dei maggiori capolavori di Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti italiani del ‘900. La Tomba Brion è un complesso funebre monumentale, realizzata tra il 1970 ed il 1978, che si estende su una superficie di circa 2000 metri quadrati e si sviluppa a forma di “L” attorno al cimitero del paese.

La Tomba Brion è definita un esempio perfetto di “archittettura narrativa”, un esempio di un complesso che immerge il visitatore in un “racconto architettonico” in grado di applicare varie strategie narrative.

In tutto il complesso ricorrono diverse citazioni architettoniche e ritornano il tema degli anelli intrecciati ed il richiamo all’oriente;  il percorso è un susseguirsi di scelte da compiere e direzioni da cambiare, di soglie da oltrepassare, di rituali e di gesti che richiedono attenzione. Un insieme di stimoli e di elementi non descrivibili in breve nella loro interezza e nella loro complessità.

La Tomba Brion, a detta del suo stesso ideatore, è un monumento pensato per i vivi, un luogo al quale l’architetto era molto legato; una sorta di opera finale che richiama tanti elementi della sua esperienza e della sua vita; lui stesso ha voluto essere sepolto vicino al suo complesso, e qui riposa, in un luogo appartato, dopo la sua morte nel 1978.

Casa natale e Museo di San Pio X

A Fanzolo di Vedelago, la palladiana Villa Emo rappresenta un chiaro esempio di come una splendida opera archittetonica possa al contempo perfettamente interpretare e soddisfare le necessità di un’azienda rurale che deve aprirsi al territorio circostante, organizzandone e scandendone i tempi  del lavoro, ed ispirandone la cultura ed il costume.

Eretta nel 1558 è una splendida opera archittetonica che interpreta e soddisfa perfettamente le necessità di un’azienda rurale del tempo che deve aprirsi al territorio circostante, organizzandone e scandendone i ritmi del lavoro, ed al contempo ispirarne la cultura ed il costume. Grazie alla sua semplicità compositiva, viene  richiamata quale esempio dei canoni dei lavori del Palladio.

Si ispira ai semplici edifici romani e fa dell’equilibrio uno dei suoi tratti caratteristici: l’armonica alternanza di volumi su cui si basa la sequenza villa – barchesse – colombere ne è un chiaro esempio. Tutto l’edificio richiama sempre i principi armonici, il corpo centrale non si stacca in altezza dal resto degli edifici e si raccorda in maniera naturale alle barchesse.