La Vogalonga: una storia veneziana

Era il 1974 quando un gruppo di amici veneziani decise di creare una manifestazione contro il degrado lagunare ed il moto ondoso, in segno di protesta contro la sempre più crescente “motorizzazione”: fu così che nacque la Vogalonga.
Più di quarant’anni dopo questa regata “non competitiva” nella laguna di venezia continua a riscuotere un enorme successo, con numeri pazzeschi e partecipanti da ogni parte del mondo; il tutto a riprova di quanto forte fosse l’idea e la motivazione dietro a questa manifestazione. La partenza della vogalonga avviene in Bacino San Marco.

Si passa per Sant’Elena, le isole delle Vignole, Sant’Erasmo, San Francesco del Deserto, Burano, le isole di Mazzorbo, Madonna del Monte e San Giacomo in Paludo, Murano. Si arriva a Venezia lungo il canale di Cannaregio per sbuccare in Canal Grande e finire la regata alla Punta della Dogana di fronte a San Marco.

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Storia della Vogalonga

Prima Vogalonga di Venezia, nel 1975

Prima Vogalonga di Venezia, nel 1975

C’era una volta “un gruppo sparuto di veneziani“, così definì i creatori della Vogalonga il giornalista Sandro Meccoli, sulle pagine del Corriere della Sera “che, stanchi di ciacolar e di sentir ciacolar sulle sorti della città e della laguna, hanno richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”.

La Vogalonga di Venezia nasce fra i canali cittadini, quando un gruppo di amici organizza una regata su piccole imbarcazioni chiamate mascarete. Era il giorno di San Martino del 1974 e già allora le barche a motore venivano sempre più spesso preferite alle barche a remi, perché erano più veloci e permettevano a tutti, e non solo ai bravi vogatori, di spostarsi sull’acqua.

Grazie però all’appassionata partecipazioni di alcuni influenti personalità, come Lauro Bergamo, allora direttore de Il Gazzettino, Toni Rosa Salva e Giuseppe Rosa Salva, appassionati di regate ed attivi nella difesa delle tradizioni veneziane, la “regata fra amici” ebbe un’eco straordinaria e il 26 gennaio 1975 venne ufficialmente bandita la prima Vogalonga, che univa gioiosamente tutti quelli che avevano voglia di riprendere in mano i remi, in una festosa regata non competitiva che portò a sfilare decine, poi centinaia e poi migliaia di barchette per i canali della città e della laguna.

Durante una piccola regata fra amici arrivò l’idea e la forza di quest’ultima, ma soprattutto quella dei principi che la sostengono, ha permesso alla Vogalonga di diventare ciò che è ora: una manifestazione conosciuta in tutto il mondo.

Questo senza l’aiuto di finanziamenti o sovvenzioni pubbliche: il motore più grande per questa manifestazione è stato l’entusiasmo dei suoi fondatori e dei suoi sostenitori.
Il successo della manifestazione ha fatto rifiorire l’artigianato dei maestri d’ascia, che sembrava destinato a scomparire. Le crescenti richieste di riparazione di barche in legno, remi, forcole e quant’altro hanno letteralmente salvato un mestiere antichissimo.

 

La prima edizione: inizia l’avventura

Vogalonga: piccole imbarcazioni davanti alle grandi navi

Vogalonga: piccole imbarcazioni davanti alle grandi navi

8 Maggio 1975: per la sua prima edizione venne scelto proprio il giorno della Sensa, cioè dell’Assunzione, in cui Venezia festeggia il proprio matrimonio con l’acqua.
I numeri furono sbalorditivi: 500 imbarcazioni e 1500 partecipanti, tutti silenziosamente radunati in Bacino San Marco. Prima il classico saluto l’alzaremi al grido di “Viva San Marco!”, poi il colpo di cannone a dare il via e subito un turbinio di remi iniziò a frusciare davanti alla piazza.

Il percorso che le imbarcazioni a remi avrebbero seguito si snodava per circa 30 km. La partenza, come spesso accade in simili manifestazioni cittadine, avviene dopo il raduno nel bacino di San Marco, di fronte al Palazzo Ducale. Dopo il bando del 1975, la prima Vogalonga ebbe luogo l’8 maggio dello stesso anno e già per la prima edizione contava 500 imbarcazioni con 1500 vogatori come equipaggio, provenienti non solo dalla città ma da tutta la regione e anche da Piemonte e Lombardia.

A distanza di 40 anni, le imbarcazioni sono ormai più di 1.000 (a volte più di 2.000!) per ogni edizione, con migliaia di vogatori da tutto il mondo. Quello che colpisce e commuove è soprattutto il momento del raduno iniziale, che avviene silenziosamente: è proprio il silenzio che accompagna un avvenimento tanto spettacolare che rende la Vogalonga straordinaria. Non ci sono imbarcazioni a motore, solo il dolce rumore attutito dei remi e delle prue che fendono l’acqua.

L’itinerario è uguale per ogni edizione (salvo alcune eccezioni) e prevede che, una volta partiti ed aggirata l’Isola di Sant’Elena, i partecipanti arrivino a Burano costeggiando le Isole delle Vignole, di Sant’Erasmo e San Francesco del Deserto. Il ritorno prevede il passaggio all’interno di Murano e il rientro a Venezia attraverso il Canale di Cannaregio, per poi concludersi a Punta della Dogana.

Essendo una regata non competitiva ed aperta a qualsiasi imbarcazione i tempi di arrivo non sono importanti, ciò che importa è difendere l’ideale per cui la Vogalonga è nata.

 

La Vogalonga oggi: molto più di una semplice regata!

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Percorso della Vogalonga

La Vogalonga oggi è un evento che racchiude sport, cultura, internazionalismo e divertimento. La vogalonga non solo ha dato nuova linfa alla socialità veneziana e allo spirito cittadino, ma è stato anche un motore di crescita economica per tutte le piccole attività artigiane autentiche della città, a partire dalla botteghe come gli squeri che fabbricano gondole e le botteghe remiere.

Questo impulso non accenna a calare e ogni anno la manifestazione è attesa con impazienza dai vogatori, dagli artigiani, dai visitatori e da tutta la città.

La Vogalonga è un evento cruciale che ha fatto risorgere l’artigianato e ha dato a Venezia la possibilità di staccarsi dall’immagine internazionale stereotipata della “città del carnevale”, per mantenere vivo e presente il suo spirito cosmopolita e legato al mare.

Ti piacerebbe partecipare alla Vogalonga ? Tieni d’occhio il sito ufficiale della vogalonga e lucida i tuoi remi, la laguna ti aspetta!

 

 

 

 

Le Statistiche della vogalonga

La partecipazione è sempre molto sentita, tanto da portare vogatori persino dall’estero. Questi ultimi, molto più numerosi della compagine italiana, arrivano da tutto il mondo, entusiasti di partecipare alla Vogalonga ed aiutare alla difesa della città. Così ogni anno, radunate in Bacino San Marco, si trovano centinaia di imbarcazioni provenienti da tutto il mondo, non solo sandoli e caorline quindi, ma un vero e proprio crogiolo variopinto di natanti spinti rigorosamente a remi.

Quando un’idea parte dal cuore delle persone diventa inarrestabile. Così l’idea nata da un gruppo di veneziani, amanti della propria città, che si sono messi in gioco per organizzare la Vogalonga, è diventata oggi simbolo della difesa di Venezia dal deturpamento lagunare e dal moto ondoso prodotto dalle imbarcazioni a motore.